La certificazione di un impianto elettrico è un documento ufficiale per attestare la conformità dell’impianto alle norme di sicurezza vigenti. Serve a garantire che l’impianto sia stato realizzato a regola d’arte, che rispetti cioè i requisiti tecnici previsti dalla normativa. Il documento è obbligatorio ed è una delle principali garanzie di sicurezza all’interno degli ambienti domestici, prevenendo tutti i rischi legati a guasti elettrici, incendi e folgorazioni.
La certificazione di un impianto elettrico a norma (altrimenti nota come Dichiarazione di Conformità di un impianto elettrico) può essere rilasciata solo dalle aziende abilitate iscritte nel registro delle imprese. Il tecnico autorizzato dovrà essere in possesso dei requisiti previsti dal DM 37/2008.
Entro 30 giorni dalla fine dei lavori l’impresa installatrice dovrà depositare la certificazione dell’impianto allo Sportello Unico per l’edilizia del Comune in cui ha sede l’impianto, che a sua volta ne inoltrerà una copia alla Camera di Commercio.
A partire dal 2008 tutti gli impianti devono essere dotati della Dichiarazione di Conformità; la normativa di riferimento è il Decreto n.37 del 22 gennaio 2008, che riprende e amplia la Legge n. 46 del 1990. La norma prevede che ogni casa sia dotata di un impianto elettrico a norma; la certificazione dovrà contenere:
La Dichiarazione di conformità è obbligatoria nei seguenti casi:
Non è necessaria se si effettuano invece interventi di manutenzione ordinaria.
I costi di una certificazione per impianti elettrici possono variare in base a diversi fattori, come la complessità dell’impianto e la necessità o meno di lavori di adeguamento. Indicativamente la spesa oscilla tra i 150 e i 200 euro, ma potrebbe arrivare anche a 600 euro nel caso di interventi di adeguamento.
La dichiarazione di conformità dell’impianto è obbligatoria, quindi non avere un impianto elettrico certificato comporta diversi rischi:
Rimedi? Nel caso in cui la certificazione di un impianto elettrico esistente non sia stata prodotta o risulti irreperibile la soluzione più semplice è quella di ricorrere a un documento sostitutivo, come la dichiarazione di rispondenza. Lo stesso vale per tutti gli impianti realizzati prima del 2008, ovvero prima dell’entrata in vigore del decreto che disciplina la materia. Per tutti gli altri casi è possibile:
La certificazione di conformità dell’impianto elettrico comporta diversi vantaggi sia in termini energetici che di prevenzione dei guasti elettrici. Ecco perché.
Oltre ad essere più sicuro ed efficiente un impianto elettrico certificato consente di abbattere notevolmente i consumi energetici. Ma per risparmiare ulteriormente è importante che il proprio fornitore di energia sia affidabile e attento ai bisogni dei propri clienti, come VIVI energia. Sceglierlo vuol dire approfittare di numerosi vantaggi:
o sostituzione di meccanismi elettrici quali interruttori, prese, quadri elettrici (linee montanti di derivazione sono parte integrante dell'impianto elettrico);
o interventi per ripristino corrente elettrica dovuti a black out parziale o totale;
o predisposizione prese per allaccio elettrodomestici alla rete elettrica;
o installazione e sostituzione di termostati;
o installazione di apparecchiature tecnologiche come televisori, console ecc.;
o installazione e sostituzione di aspiratori del bagno o della cucina;
o installazione e sostituzione di lampade, illuminazione da parete, punti luce.